giovedì 9 agosto 2012

Nuovamente attiva la distribuzione di mails di spam in italiano con link a file malware che usa lunga sequenza di 'underscore' per mascherare l'estensione .exe (8 agosto)


Una breve ricerca in rete permette di evidenziare che e', nuovamente,  in corso l'invio di spam caratterizzato da messaggi mail in italiano con link a file compresso contenente malware.


Si tratta dell'ennesimo caso di distribuzione malware che utilizza un nome di file costituito da lunga sequenza di caratteri 'underscore' che mascherano la vera estensione .exe (eseguibile)
Questo il contenuto di uno dei files zip linkati nelle mails


Al momento il riconoscimento da parte degli AV in Virus Total e' abbastanza basso ma come si nota da due diverse scansioni a distanza di qualche ora aumenta il numero di quelli che rilevano la minaccia.


che passa a


In conclusione si tratta sempre del medesimo spam malware visto ormai da mesi,  attivo ad intervalli di tempo abbastanza regolari e che dovrebbe essere ormai ben noto agli utenti Internet.

In ogni caso se non si segue il link in mail od al limite si scarica lo zip ma non si clicca il suo contenuto  non ci sono problemi in quanto si tratta semplicemente di un file malware trojan che per attivarsi deve essere 'lanciato' sul PC.

Edgar 

mercoledì 8 agosto 2012

Un ulteriore tentativo di acquisire token SMS ma questa volta ai danni di banca asiatica.(8 agosto)


Segnalato in rete un phishing che ripropone l'acquisizione di token inviato via SMS e che sfrutta probabilmente un sistema automatizzato per utilizzare la chiave token di sicurezza acquisita dal clone.
Non e' comunque neanche da escludere che, piu' semplicemente,  ci sia un intervento umano per processare i dati appena raccolti ed effettuare la transazione fraudolenta ai danni di chi fosse caduto nel phishing.
In ogni caso dal punto di vista dello svolgimento temporale  del phishing abbiamo  sempre mails di spam con messaggio che informa di problemi di sicurezza o di accesso al conto, a cui segue invito ad effettuare il login per ovviare all'inconveniente.
Una volta aperta la pagina clone avremo la richiesta dei codici di accesso, quella del token inviato via SMS e pagina finale con info sulla corretta riuscita della manutenzione del conto con redirect su reale sito della banca.
Per quanto si riferisce alla banca colpita dal phishing si tratta di un gruppo bancario la cui attivita' interessa parte del sud est dell'Asia e che dispone di una vasta rete di filiali con 1.100 sportelli in tutta la regione.

Vediamo alcuni dettagli:

Il clone ospitato su sito WordPress compromesso e con  IP


mostra questa prima pagina di login (notate le info a destra nella pagina che illustrano il metodo TAC (Transaction Authorization Code) ossia l'uso di token trasmesso via SMS al momento della richiesta di transazione)


Segue una richiesta di password giustificata con l'impossibilita' di visualizzare un codice di accesso definito come SecureWord  (notare la finestra vuota senza il testo presente)


Variando contrasto e luminosita' dello screenshot si puo' comunque vedere come si sia semplicemente cancellato il codice presente sull' 'originale' pagina del sito allo scopo di simulare l'assenza del codice.


Tornando al phishing si passa poi ad ulteriori richieste di credenziali di verifica dell'account 


a cui fa seguito questa schermata di info


Si nota come venga proposta una breve attesa a cui seguira' l'invio sul telefono del token SMS che dovra' essere digitato nel form seguente.
Se il token viene richiesto a fronte di una  operazione sul conto e' probabile che questo sia il momento in cui i phishers effettuano il tentativo di accesso al conto, cosa che a sua volta generera' l'invio in automatico del token da parte della banca.

Questa la successiva richiesta del codice ricevuto da chi e 'caduto nel phishing


e che dovrebbe permettere asi phishers di completare l'operazione fraudolenta di accesso al conto e relativa transazione.
Di seguito appare questa ulteriore schermata di attesa nella quale si viene informati di non accedere al conto per i prossimi 30 minuti onde evitare problemi con le operazioni in corso di manutenzione del database.


E' evidente che i phishers vogliono prendersi il tempo di completare la loro azione senza che magari il cliente acceda al conto in modo legittimo, veda l'eventuale addebito ed avverta la banca nel tentativo di bloccare l'operazione fraudolenta.
Sulla pagina e' presente anche una scelta che punta al reale sito della banca.


Quindi, ancora una volta, un phishing abbastanza semplice ma forse anche efficace nel bypassare la protezione OTP sia che venga attraverso dispositivi generatori di tokens  hardware che codici tokens SMS via cellulare.
Tutto lascia pensare che, se l'efficacia di questa procedura di richiesta tokens sara' confermata, potremmo vedere nei  prossimi mesi, insieme alla diffusione sempre piu' ampia dell'uso di dispositivi OTP, anche un notevole aumento di questo genere di phishing. 

Edgar 

lunedì 6 agosto 2012

Ancora phishing che tenta di acquisire tokens ma questa volta generati da dispositivi hardware (6 agosto)

In precedenza avevamo visto alcuni phishing che tentavano di acquisire i tokens inviati via SMS al cellulare (qui e qui) di chi effettuava la transazione online.
Questa volta, sempre ai danni della medesima banca spagnola con filiali in Brasile, abbiamo una procedura simile ma che interessa i tokens generati da dispositivi hardware OTP.
Si tratta phishing che sfrutta un sito clone di accesso al conto bancario e che dopo aver acquisito i codici di login al conto propone un form nel quale digitare il token generato dal dispositivo OTP.

Una delle particolarita' di questo phishing e la grande insistenza con cui viene richiesto il codice token (ben 5 volte) con intercalata una breve pausa attraverso pagina di attesa.
Una delle ipotesi che giustificano questa reiterata richiesta e' il fatto che il phishing possa essere   strutturato per generare piu' di una operazione di transazione sul conto bancario colpito.
Inoltre testando il phishing attraverso dati 'di fantasia'  non parrebbe esserci una verifica preventiva dell'accesso al conto da parte dei phishers  poiche' pur passando dati fake per il login al conto online l'azione di phishing procede 'tranquillamente' chiedendo ulteriori codici e tokens.

Ecco la cronologia del phishing attraverso gli screenshots: 

Partendo dalla fake pagina home del sito della banca 


hostata su IP


anche se dominio .CH, passiamo ad alcune richieste di codici di accesso


e


per passare poi alla lunga serie di pagine di richiesta codice token (5)
La prima 


seguita da breve pausa attraverso pagina di attesa 


e successivamente le altre richieste (notare la scritta che informa della progressione delle richieste token) intercalate sempre da breve attesa





sino a questa conferma della riuscita dell'operazione tramite box testuale di avviso 


e relativa pagina 


Di seguito si viene rediretti sul legittimo sito della banca su pagina con info relativa alla sostituzione (per cambio batteria)  di diversi modelli del  dispositivo generatore di token.


Come si vede, ancora una volta, un phishing abbastanza semplice che comunque permetterebbe ai phishers di bypassare la chiave token di protezione dell'accesso a transazioni bancarie su conti online.

Edgar